Ricordo ancora quel giorno, come potrei mai dimenticarlo!
All’epoca ero ancora un ragazzino, i miei genitori mi imposero di trovarmi un lavoro, ma non specificarono di che tipo ed io fui talmente folle da diventare il suo assistente. Ammetto di aver avuto un attimo di ripensamento visto cosa stava accadendo. -Vai laggiù tu William, così le persone si accorgeranno che avevo ragione, vedrai sarà uno spettacolo!- mi disse.
Si, è stato sicuramente uno spettacolo. La gente era in preda al panico più totale; certo dapprima un “oohhh” generale ha echeggiato nell’aria, ma subito dopo il terrore: gente che scappava chissà dove, altri che restavano esterefatti, un piccolo gruppetto pregava che Dio non li punisse per sempre, ricordo ancora la paura generale.
Inforcai la bici e mi diressi subito verso la torre, non potevo fare altrimenti, in fondo ero il su assistente e seppur preso dalla paura dovevo andare. Correvo sulla via sterrata che portava alla torre e lo spettacolo era tra lo stupefacente e l’angosciante, i campi erano di un verde fosforescente e sembrava che tutto fosse illuminato a giorno eppure era già mezzanotte, poi “zak” ancora una volta un altro fulmine lungo almeno 50 metri uscì fuori dalla grossa palla lì in cima. Piccole cariche elettriche mi tagliavano la strada e la mia voglia di tornare indietro e pregare con gli altri era fortissima.
Finalmente arrivai alla torre, lui era lì fuori fermo e immobile con i suoi occhiali neri intento a guardare verso l’alto, gridai, si accorse di me e mi fece segno di raggiungerlo. Da lì sotto i fulmini sembravano incredibilmente grandi, mi feci coraggio e lo raggiunsi. Lui mi guardò e sorridendomi disse -Visto William, ce l’ho fatta, ora voglio vedere cosa avranno ancora da dire, l’esperimento è stato un successo!-, -Ma dottor Tesla, la gente è terrorizzata, è convinta che da un momento all’altro possa scoppiare tutto-, -Cosa??? Questi zoticoni non impareranno mai, ma tu hai fatto come ti ho detto, no? Hai collegato tutto davanti a loro e gli hai dimostrato che un collegamento non c’era, giusto?- . Aveva lo sguardo molto serio, non gli importava nulla della gente che scappava, ma solo che io avessi fatto tutto nel modo giusto. -Si professore, sono rimasti stupiti, ma la reputano un folle ed hanno molta paura non può..- non feci in tempo a finire la frase che un fulmine quasi non ci colpì. -Va bene William forse è ora di spegnere tutto-, mi disse lui con l’aria di un bambino che doveva tornare a casa dopo un pomeriggio alle giostre.
Una volta dentro il laboratorio il professore era esaltatissimo, -Grande serata- esclamò almeno dieci volte e mi congedò lasciandomi l’incarico di recuperare le lampade la mattina seguente. -Lo vuole rifare?- gli domandai.
-Ho dimostrato di aver ragione su tutto, ma una sola prova non basta- rispose felice
-La gente la odierà-, osservai…
-Beh un giorno mi ringrazieranno!-.
***
Questo è un racconto di fantasia inspirato ad un grandissimo genio.