Sono sconcertato solitamente non guardo serie o fiction che parlino di mafia, non mi convincono mai, luoghi, posti, persone, fatti sempre sbagliati. Solo una me ne piaceva quella con Giorgio Tirabassi e devo dire che era fatta bene. Ma qui si rasenta la follia pura, quest’uomo anzi questo criminale che non è altro viene descritto in modo affascinante portato come se fosse una persona con dei principi morali corretti, la famiglia, la moglie, la chiesa. Totò Riina doveva essere mostrato per quello che è uno spietato killer uno dei più sanguinari che non si ferma davanti a niente, ignorante totale e circondato da tali perchè solo l’ignoranza può permettere a gente di questo tipo di prendere il potere se pur con il sangue solo una mentalità antica può permettere questo e loro mi fanno vedere quando corteggia la sua futura moglie? RIDICOLO!
Inoltre leggo un articolo di repubblica intitolato: “Il capo dei capi, un film che riscatta noi siciliani”.
Riscatta? Perchè? Forse perchè ha dato lavoro a 4 persone che si reputano attori? Ma io non mi sento riscattato o fiero e poi a leggere certe cose c’è veramente da vergognarsi che siano siciliani gli attori.
Sfrontato e ironico (come quando corteggia Ninetta Bagarella, la futura moglie), Riina non rischia di sembrare simpatico? “È chiaro, Riina ha anche una sua capacità di seduzione. È impensabile che i cattivi siano cattivi e basta”. “Sarebbe stato ridicolo fare il cattivo col ghigno” osserva Gioè, “noi siciliani sappiamo che la mafia sa essere seducente. Il capo dei capi, che ha un cast formato quasi esclusivamente da siciliani, è stato una specie di catarsi collettiva: finalmente abbiamo potuto raccontare questa storia.
La mafia sa essere seducente…”Sarebbe stato ridicolo fare il cattivo col ghigno”, non sarebbe stato ridicolo sarebbe stato quello che era una persona perfida per cui la vita di un’altra persona non era importante. Tutto questo è un disonore alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino, è un disonore per tutti quei polizziotti, giornalisti, imprenditori, soldati, persone comuni che si sono ribellate a tutto questo che hanno provato a combattere un nemico invisibile che manovrava (e manovra) tutto. Ovviamente hanno messo la parte romantica, l’uomo comune che nasce a corleone e decide di diventare poliziotto, per rappresentare tutte le vittime della mafia. Io davvero non capisco il motivo di questa fiction, non capisco perchè sentivano il bisogno di far vedere la vita di un killer perchè avevano bisogno di farlo vedere alla gente davvero non lo capisco e sono molto deluso, questa città non imparerà mai c’è poco da fare. Vi lascio con le parole di Falcone, parole memorabili che sicuramente conoscete.
A questa città vorrei dire: gli uomini passano, le idee restano, restano le loro tensioni morali, continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.
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Riscatta a ‘dda gran fimmina i sò matri.
Il mio blog lo gestisco io e anzi per non mi avvalere sempre di chi me lo ha fatto come vede non mi funzione il plug in. Credimi come devi credermi quando ti dico che io la penso come te, anzi peggio di te. Ma se io facessi un post sul capo dei capi il provetto scenografo Fava mi si scaglierebbe addoso e sarebbe un putiferio peggio della storia dell’aeroporto. Un Saluto uomo di poca fede. ti ha detto bene che ho un pò di tempo a disposizione perchè sono ricoverato per un fastidio. Cmq una mano me la da mio genero che è un mago con i computer.
Va bene Gianfranco, ci voglio credere e mi fa piacere che la pensi così riguardo questo “obrobrio” e capisco anche la tua posizione. Sono contento che addirittura tu sia venuto a commentare qui in questo piccolissimo spazio almeno dimostri che sai come si usa un blog, passerò più spesso sul tuo.
Saluti Zobbi